Arianna Pera: chi è il volto Manifattura Wesp dell'Estate 2020

Di necessità virtù. Si può riassumere così il mood che ha ispirato la nostra ripresa. Non ci siamo mai fermati, in realtà, neppure durante il lockdown. Abbiamo lavorato nelle nostre case in vista della riapertura, con ottimismo e nuove idee. D’altra parte sono i momenti di difficoltà ad aguzzare l’ingegno. Volevamo realizzare uno shooting in occasione dell’uscita della collezione estiva, pensata e prodotta in tempi non sospetti (pre-covid), ma il distanziamento sociale e le misure di sicurezza hanno reso questo progetto più difficile da realizzare. Allora abbiamo pensato: siamo tutti a casa, perché non organizzare un “home shooting”? Abbiamo pensato subito di coinvolgere Arianna Pera, attrice e modella nostra conterranea, già volto di Manifattura Wesp, che ha accolto con entusiasmo l’idea. Decisi gli outfit, le abbiamo lasciato “carta bianca”: Arianna ha creato il mood, ha realizzato gli scatti e ha interpretato la donna Wesp per questa Estate 2020. Il risultato è stato strepitoso! Un servizio fotografico glamour e super chic che ha saputo cogliere ed esprimere l’anima della collezione. Oggi vi sveliamo chi è questa giovane donna talentuosa. Buona lettura!!!

DOMANDA: Arianna, raccontaci qualcosa di te

RISPOSTA: Da dove inizio? Allora, quattro anni fa, mi sono laureata in Discipline dello Spettacolo e della Comunicazione all’Università di Pisa. Poco dopo ho iniziato a collaborare con il professor Ugo di Tullio che, oltre ad essere stato il relatore della mia tesi, è consulente finanziario per il cinema, e per oltre 10 anni è stato presidente della Mediateca Toscana Film Commission. Si tratta di una collaborazione che ha determinato anche ruoli di responsabilità, come quello di coordinare il team di autrici dei libri “Da Cassino a Hollywood” e “Divismo 3.0” che lui ha curato per lʼeditore pisano Fabrizio Felici. Dal cinema sui libri, sono quindi passata al cinema realizzato: da qui la costituzione di unʼassociazione e di una società, ma anche qualche comparsa e qualche figurazione speciale. Parallelamente però, ho cercato di coltivare la mia passione per la moda. Sono stata rappresentata da due agenzie di moda e pubblicità che mi hanno permesso di collaborare con brand nazionali ed europei. Attualmente sono impegnata in un film come co-produttrice, e sto collaborando alla stesura di due sceneggiature. Questʼanno inoltre mi era stata affidata la direzione artistica di un piccolo Festival in Campania ma per ragioni legate allʼemergenza sanitaria abbiamo dovuto, purtroppo, rimandare al 2021.

D: come e quando è nata la tua passione per il cinema?

R: dʼinverno, vivendo in un piccolo paese di mare, il cinema, in realtà lʼunica sala, era il luogo che non solo intratteneva ma permetteva di allargare i confini, di andare al di là del quotidiano, di ritrovarti in un altro paese, in un altra cultura in pochi minuti. Durante il liceo classico, ho iniziato ad amare tutto ciò di cui ai tempi non si aveva piena consapevolezza ovvero il “mondo della comunicazione” - dico ai tempi perché mi sembrano passati secoli guardando adesso a come è cambiato il mondo del lavoro - ma per quello che riguarda il cinema ero affascinata più che appassionata, sentivo di dovermi esprimere ma non conoscevo bene i mezzi. Ho scoperto negli anni che chi ha fatto cinema spesso è stato catapultato da un momento allʼaltro, senza un perché.

D: quando eri adolescente hai avuto modo di seguire lʼamore per la settima arte?

R:Il primo incontro con il cinema lʼho avuto a 17 anni: a scuola organizzarono un provino per un film che poi sarebbe andato in concorso a Venezia, cercavano le due ragazze protagoniste. Era una storia ambientata nella periferia di Piombino. Arrivai agli ultimissimi provini, ma poi per un fatto di età e di accento “poco toscano” non passai ...o meglio così mi dissero.

D: hai seguito un percorso di studi specifico per approfondire la cultura sul cinema ed entrare in questo mondo?

R:come dicevo mi sono laureata in Discipline dello Spettacolo e della Comunicazione a Pisa, ma sono lʼesperienza e la passione personale che ti formano...

D: quali sono gli ostacoli che si incontrano in questo settore?

R:non sto qui ad elencarli, ma per un giovane che vive in un piccolo paese e viene da una famiglia modesta non dellʼambiente (perché anche questo conta), è molto difficile: bisogna investire molto, viaggiare con i treni pure di notte, cambiarsi nei bagni per arrivare in orario ad un appuntamento.

D: essere donna è un vantaggio o uno svantaggio per chi desidera costruirsi una carriera nel cinema?

R:Il mondo del cinema italiano è principalmente governato da uomini e anche di una certa età. Detto ciò ero consapevole fin dallʼinizio delle difficoltà che avrei incontrato e quando lo scarto tra età e ruolo è così alto, o sopravvivi e impari tantissimo, o vieni tagliata fuori.

D: cosa ne pensi del movimento #metoo che ebbe inizio in seguito alle rivelazioni di accuse di violenza sessuale contro Harvey Weinstein, famoso produttore cinematografico statunitense?

R:è stato un movimento necessario. Il mondo cinematografico femminile aspettava da tanto tempo una voce fuori dal coro. Asia Argento avrà mille difetti, ma senza di lei e senza il coraggio di molte altre donne, quelle dinamiche sarebbero ancora normalità. Non hanno creato una disruption, è vero, ma si sono messi alla luce atti che nel settore tutti sapevano ma che per paura di perdere il lavoro si negavano. Al di là di chi ha sfruttato lʼonda del movimento per interessi economici, è stato importante che si sia detto!

D:cinema e moda sono due mondi che spesso si incontrano. Basti pensare a come alcune attrici sono diventate icone di stile e muse ispiratrici dei più famosi stilisti, per citarne una su tutte, Audrey Hepburn. Come concili il tuo lavoro di modella con gli impegni cinematografici?

R:per le persone della mia generazione è naturale avere più di un progetto professionale nellʼarco della vita... magari, siamo meno disposti ad accontentarci e di base la nostra realtà è meno stabile di quanto fosse un tempo. Detto ciò non trovo difficoltà a conciliare questi due mondi, sono complementari: il glamour è sempre stato parte integrante del mondo cinematografico, ma ho imparato, con il tempo, che il modus operandi è molto differente.Nella moda girano più soldi, e se la tirano di più: tu che vieni dalla provincia, in città come Firenze o Milano devi fare il doppio della fatica per farti “accettare”. Ma ho imparato molto da questa industria: lʼattenzione al dettaglio, la disciplina, la serietà sul set...mi ha permesso di lavorare con persone provenienti da tutto il mondo, America, Francia, Inghilterra, Brasile captando e rubando da più bravi fotografi tecniche per “scrivere al meglio con la luce”. D:che stile ti rappresenta di più? R: mi sento molto vicina alla donna cui si rivolge Giorgio Armani, libera dalle costrizioni, sicura di sé, eclettica e nello stesso tempo adoro la fantasia di Miu Miu che mescola il rétro con il contemporaneo.

D: progetti per il futuro?

R: tanti, troppi forse. Ma per scaramanzia non si dice nulla!

D: consigli per chi vuole iniziare una carriera nel cinema?

R:sono ancora agli inizi, non mi sento di consigliare...dico solo ai giovanissimi di non abbattersi al primo inciampo, gli inciampi fanno parte del viaggio, di un lungo viaggio. Purtroppo il nostro sistema cinematografico italiano, ma non solo, tende a premiare sempre “i soliti noti” e spazio per i giovani soprattutto donne, non ce nʼè molto. Ad ogni modo penso sia molto importante studiare (in scuole non a pagamento, ma in centri accreditati a livello nazionale) e parallelamente provare intanto ad affiancarsi a chi ha molta esperienza e crede in te. Attenzione però alle fregature, non credete a chi vi promette “tutto e subito” e se inizialmente il vostro nome non compare nel progetto, non abbattetevi. Ultima cosa: non chiudersi in sé stessi! Non dico di fare party stile “la grande bellezza” ma nemmeno chiudersi come fanno in molti nella propria cameretta sperando che un giorno qualcuno bussi alla propria porta dicendo” ehi tu, ho sbirciato dalla finestra il tuo lavoro, ti propongo un progetto” è tutto molto bello, ma come è stato intitolato un piccolo video che abbiamo fatto girare sui social (andato in onda anche su Rai Uno, ÈTV, Italia 7 ecc) a sostegno delle maestranze: “fare cinema è un lavoro reale, non solo un sogno”.

All comments

Lascia un commento