Il dolcevita

Dolcevita, pull a collo alto, turtleneck sono questi i nomi più comuni per definire uno dei capi iconici e no-gender che richiamano subito la stagione fredda, quella piacevole sensazione di tepore in cui avvolgersi nelle rigide giornate invernali. Il dolcevita è una maglia leggera chiusa sia davanti che dietro dal collo alto risvoltato che va tirato su fino sopra al mento e poi ripiegatelo su sé stesso in modo ordinato. Può essere in 100% lana Lambswool, Merinos o Cashmere o in 100% cotone; lavorato (ad esempio con trecce) in lana spessa da indossarsi su un paio di jeans, con sopra un giubbotto di pelle; semplice da indossarsi sotto a blazer, giacche in Tweed, felpe, pullover e cardigan, ed anche ad interi abiti in sostituzione della camicia per un look sofisticato.

In Italia il classico maglione a collo alto deve il suo appellativo al famoso film di Federico Fellini. La leggenda vuole che il nome derivi dalla scena finale de "La dolce vita" in cui Mastroianni indossa una camicia scura e un foulard al collo che, se osservati da media distanza, sembrano un maglione a collo alto.

MArcello Mastroianni nell'ultima scena de "La dolce vita"

Incerte sono le origini di questo particolare tipo di maglia. Alcune fonti le riconducono al nobile gioco del polo inglese, quando alla fine del 1800, i giocatori per ripararsi dal freddo chiesero di alzare il collo delle maglie indossate durante le partite, chiamandolo successivamente “polo neck”. Secondo altri il dolcevita nacque agli inizi del ‘900 come variante del classico maglione paricollo per proteggere e scaldare marinai e operai nelle giornate più fredde quando il vento rendeva impossibile indossare la sciarpa.

Ma è Noel Coward, poliedrico commediografo e attore inglese a trasformarlo in indumento intellectual – chic identificativo di artisti e intellettuali. Sono gli anni ’20 del 1900, il mondo artistico è in piena fermentazione e si cercano nuovi canoni estetici.

Noel Coward

Questo innovativo capo, tuttavia, resta per anni all'appannaggio dei soli uomini. Per vederlo indossare dalle donne dobbiamo attendere che la corrente di emancipazione femminile getti le basi per una nuova e più moderna visione della donna anche dal punto di vista stilistico. Solo a partire dal dopo guerra, il dolcevita viene indossato anche dalle donne e negli anni ’50 assurge a simbolo di parità sessuale fino a diventare una vera e propria tendenza grazie alla cantante francese Juliette Gréco, amica di molti intellettuali parigini dell’epoca e simbolo dell’esistenzialismo.

Juliette Gréco, cantante e intellettuale francese

Negli anni ’60 questo capo contraddistingue la controcultura dei “giovani arrabbiati” (Angry Young Man un gruppo di scrittori della classe operaia), mentre negli Stati Uniti vestì gli esponenti della Beat Generation e delle Pantere Nere i cui membri lottavano per il movimento degli afroamericani. Quindi il dolcevita assume valore idealista divenendo simbolo di chi aveva qualcosa da dire, qualcosa in cui credere, qualcosa per cui lottare. Contestualmente sono molte le personalità del mondo dello spettacolo che si appassionano a questo capo fino a farne un elemento identificativo, come Audrey Hepburn e Marilyn Monroe.

Audrey HepurnMerilyn Monroe

Il collo alto è anche un must have negli anni ’70, capo feticcio delle femministe che coprendosi rivendicano il diritto di essere ascoltate per quello che pensano e dicono non per il loro apparire fisico, e nei successivi ’80. In questi anni sono molti gli esponenti della scena artistica che scelgono il dolcevita come elemento di stile distintivo come Diane Keaton e Andy Warhol

Diane KeatonAndy Warhol

Nei nineties il dolcevita cede il posto al paricollo e viene eclissato da codici stilistici nuovi e prorompenti: sono gli anni del grunge da un lato e del minimalismo dall’altro.

Sono gli anni 2000 a riportare il dolcevita sull’Olimpo della moda quando designer come Valentino, Stella McCartney, Gucci e Fendi riscoprono un concetto di moda casual e rilassata ma al contempo sofisticata. Oggi il dolcevita è protagonista indiscusso delle più prestigiose passerelle.

Dolcevita sulle passerelle dei top designers

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